Tradizioni e feste popolari
Le tradizioni sono un mezzo importantissimo per capire la storia di un popolo. Sull'isola di Capri le feste religiose si celebrano ogni anno caratterizzate da una connotazione soprattutto spirituale, con messe, preghiere e processioni. I festeggiamenti civili associati variano e possono prevedere la presenza di venditori ambulanti di giocattoli e dolciumi, giostre, l'organizzazione di concerti, spettacoli pirotecnici e giochi d'acqua come la gara di barche a remi e il palo di sapone sul mare.
Processione di San Costanzo - 14 maggio
La Festa in onore di San Costanzo, il Santo protettore di tutta l'isola di Capri, si celebra il 14 maggio di ogni anno.
Processione S. Antonio di Padova - 13 giugno
Il Santo protettore di Anacapri, la festa è celebrata il 13 giugno di ogni anno.
Settembrata Anacaprese - Prima settimana di settembre
La Settembrata Anacaprese, organizzata ogni anno dal Comune di Anacapri, è una gara tra le quattro antiche contrade del paese: Le Boffe, La Porta, Le Stalle e La Pietra.
Santa Maria del Soccorso (Tiberio) - 8 settembre
La festa di Santa Maria del Soccorso si celebra, la sera del 7 settembre, nella chiesetta ubicata negli scavi di Villa Jovis, nella località Tiberio, che è illuminata a festa. La mattina dell'8 settembre è celebrata la messa in onore della Vergine. Lo stesso giorno, nella valletta antistante il sito archeologico, ha luogo la Piedigrotta Tiberiana, con concerti e degustazioni di prodotti gastronomici locali. Un tempo, la Festa di Santa Maria del Soccorso era per le coppie fidanzate che si recavano sulla montagna per confermare il loro giuramento d'amore, col buon auspicio di sposarsi entro l'anno e, dopo il rito religioso, facevano baldoria tutta la notte nella valle in onore della Vergine.
Santa Maria Della Libera - Prima domenica dopo l'8 settembre
La Festa di Santa Maria della Libera si celebra la domenica successiva all'8 settembre, per non farla coincidere con i festeggiamenti di Tiberio. La devozione alla Madonna della Libera è antica e si pensa venisse invocata dal popolo per salvare i familiari fatti prigionieri, per liberarli. La statua della Madonna è custodita nella Chiesa omonima a Marina Grande e proprio nel borgo marinaro si svolgono i festeggiamenti: le strade vengono addobbate con luci colorate e nel pomeriggio ha luogo la processione. La sera è organizzato un concerto e a mezzanotte è sempre previsto uno spettacolo con fuochi d'artificio.
Veglione di San Silvestro - 31 dicembre
La notte del 31 dicembre, l'ultimo dell'anno, a Capri tutti i ristoranti, locali e alberghi organizzano il tradizionale Veglione di Capodanno. Anche gli abitanti dell'isola dopo la cena in famiglia o con gli amici usano incontrarsi in Piazzetta per il brindisi e per ballare fino all'alba. Infatti se il tempo lo permette viene allestita la discoteca all'aperto dove poter ballare gratuitamente fino all'alba.
Festa di Capodanno e la Tarantella - 1 e 6 gennaio
La sera dei giorni 1 e 6 gennaio nelle due piazze principali di Capri ed Anacapri sono organizzate le gare tra i gruppi folkloristici dell'isola. I ballerini, i musicisti ed i cantanti dei gruppi indossano i costumi tradizionali: per le donne consiste in una gonna rossa, ampia e lunga, con bordi con nastri colorati, un grembiule bianco, una camicia bianca ed un succinto corpetto nero. I capelli sono raccolti sotto un fazzoletto dipinto e ai piedi scarpe di corda. L'abbigliamento maschile è costituito da pantaloni neri alla zuava, una fusciacca rossa in vita, una camicia bianca, un berretto di lana e scarpe di corda. I gruppi portano nelle Piazze la musica antica napoletana e ballano la Tarantella, un ballo antico e tipico di tutto il sud Italia.
La Tarantella
La Tarantella é un ballo popolare antichissimo diffuso nel sud Italia e tramandato di generazione in generazione. Il tema principale della performance è la passione fra uomo e donna, che viene rappresentata con musica, balli e canti. Le origini della Tarantella si perdono nell'antichità: c'è chi addirittura sostiene, con una tesi romantica, che le Grazie abbiano insegnato questa danza alle donne di Capri per dare loro un mezzo per esaltare la bellezza e competere con l'ammaliante canto delle Sirene. Altri ritrovano nell'erotismo della danza il culto del dio Dioniso dell'antica Grecia, molto diffuso in tutta la Magna Grecia, e rivedono nella danza frenetica delle donne le antiche baccanti. Gli strumenti usati dai musicisti sono anch'essi tipici: il putipù, il triccheballacche, lo scetavaiasse ed il siscariello.