Capri - Le grotte

Le grotte

Grotte di Capri Grotte isola di Capri isola di Capri Grotte di Capri isola di Capri Grotte di Capri
La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra è nota in tutto il mondo per la sua vastità, e la colorazione intensamente azzurra del suo interno.

Il tipo di grotte a Capri

Le grotte di Capri sono classificate dagli speleologi come secondarie perchè sono sempre successive alla formazione della roccia madre. Possono essere grotte di frattura, di frana o disfacimento, grotte carsiche, di erosione marina. Le grotte di frattura sono dovute a fenomeni tettonici, ossia alla dislocazione della roccia e alla conseguente rottura delle condizioni d'equilibrio. Le grotte di frana o di disfacimento sono dovute allo sgretolamento delle pareti a causa degli agenti atmosferici. Le grotte carsiche sono il residuo dello sventramento di antiche cavità sotterranee formatesi a causa della penetrazione in profondità delle acque meteoriche che hanno corroso il calcare dando luogo alle cavità e spesso al riempimento di esse, che può essere di detriti, tufo, concrezioni calcaree e materiali vulcanici. Le grotte di erosione marina sono dovute sia all'erosione meccanica delle onde che all'attacco chimico delle acque marine nei punti dove la roccia si presentava indebolita. La soglia, ossia il suolo all'ingresso dell'apertura, quasi mai corrisponde con l'attuale livello del mare ma a quello in cui si trovava il mare al momento della loro apertura.

Suggerimenti

Capri Relax Boats

Capri Relax Boats

Il giro dell'isola di Capri con le caratteristiche barche di Capri Relax Boats rappresenta il modo più affascinante, per ammirare gli scorci più reconditi e...

Motoscafisti di Capri

Motoscafisti di Capri

La Società Cooperativa Motoscafisti di Capri propone da generazioni escursioni alla scoperta di Capri, del suo mare e delle sue coste. Gli elementi della natura...

Capri Boats

Capri Boats

Le barche della Capri Boats assicurano massimo comfort e ottima tenuta del mare, per servizi in mare di alto livello. Escursioni attraverso gli scenari più...

Le altre grotte e la costa

Il giro dell'isola di Capri e la visita alle grotte parte da Marina Grande. Dirigendosi verso oriente si raggiunge l'insenatura di Marina di Caterola, detta anche Gasto. Qui il paesaggio è caratterizzato dai resti di una frana caduta negli anni Settanta, c'è una piccola spiaggia sabbiosa ma la sosta è sconsigliata, come in molte altre parti dell'isola di Capri, a causa dell'incoerenza della roccia sovrastante. Il pericolo in ogni caso è sempre segnalato da appositi cartelli.

Grotta del Bove Marino

La Grotta del Bove Marino è la prima grotta che incontriamo, a poco più di un chilometro dal porto turistico. Prende il nome dal rumore della risacca che, amplificato dalla cavità, diventa quasi un muggito e ricorda il verso di quel mammifero. Ha una forma allungata di circa con una piccola spiaggia di ciottoli levigati. I vecchi pescatori del borgo marinaro di Capri raccontano che un tempo nella Grotta del Bove Marino vivevano le foche.

La fenditura nella roccia subito dopo, è chiamata Punta del Fucile, per la sua caratteristica forma. Segue una zona ricca di grossi blocchi di roccia detta Cala del Calato e, in mezzo al mare, è facile individuare lo Scoglio della Ricotta, a causa della forma simile ad un formaggio.

Grotta del Moschillo o della Ricotta

In linea con lo Scoglio della Ricotta troviamo la Grotta del Moschillo o della Ricotta, non molto facile da individuare in quanto la sua imboccatura è molto piccola. È una cavità scavata dall'erosione del mare. Il soffitto è molto basso quindi è consigliabile entrare solo con la bassa marea, ma bisogna stare attenti alle onde provocate dal passaggio delle barche.

Proseguendo si arriva a Punta Lo Capo dove si possono notare dei resti in muratura appartenenti ad una vecchia fornace dove veniva cotto il calcare. Sulla sommità della roccia è stata collocata una statuina che raffigura un bambino con la mano alzata nel gesto di salutare chi arriva a Capri e chi parte. Alzando gli occhi si può scorgere Villa Lysis, un tempo del conte Fersen; andando avanti sempre guardando in alto si possono scorgere i resti di Villa Jovis e il famoso Salto di Tiberio. La zona è accessibile anche da terra tramite una lunga e ripida gradinata che parte dalla regione di Tiberio, si pensa che in epoca romana fosse utilizzata per raggiungere la sovrastante Villa Jovis. Sullo scoglio detto "Longa di Basso" si trova un piccolo faro automatico, sostituisce quello che funzionava ad acetilene che si può notare più in alto. Dopo il faro c'è una piccola insenatura nota come Marina Piccola di Santa Maria, dalla statua della Madonna del Soccorso che si erge sul monte.

Grotta di Santa Maria

La Grotta di Santa Maria si apre nell'insenatura di Marina Piccola di Santa Maria, con la volta a circa 6 metri sul livello del mare, quasi completamente invasa dall'acqua, tranne alcuni tratti dove è presente una sorta di terrazza marina sopraelevata di circa due metri. Lungo la costa vi è una serie di piccole cavità visitabili a nuoto.

Grotta di Tiberio

La Grotta di Tiberio, raggiungibile solo in cordata, sovrasta l'insenatura di Marina piccola di Santa Maria e si apre a metà della parete rocciosa.

Andando avanti s'incontrano la Punta del Monaco e la Punta della Chiavica, che si spinge verso il mare con un piccolo faraglione.

Grotta della Chiavica

La Grotta della Chiavica si trova subito dopo la punta del Monaco. Qui il mare s'insinua in un'insenatura larga appena 40 centimetri e alta fino a 10 metri che ricorda le fattezze di un portale gotico, a destra è possibile vedere l'antico battente del mare a circa 5-6 metri d'altezza.

Grotta dei Polpi, della Seppia o del Corallo

Proseguendo si trova la Grotta dei Polpi o della Seppia che prende il nome dall'abbondanza di seppie che una volta si pescavano nelle vicinanze; essa segue una linea di frattura ma non permette di procedere verso l'interno della montagna. Negli ultimi anni è stata ribattezzata Grotta del Corallo, nome più risonante dal punto di vista turistico, per la presenza di organismi marini rossi, detti volgarmente pomodori di mare, che crescono subito sotto il pelo dell'acqua.

Grotta dell'Arco di Betlemme

La Grotta dell'Arco di Betlemme deriva dal disfacimento di una grotta carsica della quale resta solo una parte della volta, un arco roccioso di circa un metro di spessore, da cui ne deriva il nome.

Guardando in alto di fronte alla Grotta dell'Arco di Betlemme si possono notare due rocce allungate dette Orecchie d'Asino. Proseguendo s'incontrano, all'altezza del mare, fessure scavate nella roccia di diverse grandezze, qui il gioco delle onde, che spingono dentro la cavità, vi sbattono e fuoriescono in potenti getti polverizzati, crea degli spruzzi di varie altezze detti Sbuffi, che s'incontrano anche in altri punti della costa. Osservando con attenzione si possono notare piccoli riflessi arcobaleno. Più avanti in una piccola nicchia naturale vi è una Madonnina, posta lì dalla madre di un pilota precipitato con il suo aereo in quella zona. Proseguendo s'incontrano, dopo circa 100 metri, due cavità sovrapposte, la Grotta Bianca e la Grotta Meravigliosa

Grotta Bianca

La Grotta Bianca è direttamente accessibile dal mare. Si estende all'interno in due bacini che comunicano in superficie per mezzo di un canale artificiale alto circa 2 metri scavato nella roccia, mentre sono naturalmente comunicanti per via subacquea. Il primo bacino è profondo al massimo 10 metri e non risente dell'inondazione marina. Il secondo bacino, in comunicazione anche col mare, ha profondità massima di 11 metri. Dalle analisi risulta che l'acqua presente in esso sia in parte sorgiva, per questo il suo caratteristico color opale. Si pensa che il canale artificiale della Grotta Bianca sia stato costruito per riporvi le barche nei periodi delle incursioni che seguirono la caduta dell'Impero Romano.

Grotta Meravigliosa

Benché fosse nota ai barcaioli, la Grotta Meravigliosa è stata resa accessibile nel 1901 ad opera di due viaggiatori inglesi, Maund e Kennedy, che, dopo un'esplorazione, fecero costruire la ripida scaletta e la piccola galleria artificiale presenti ancora oggi. In essa sono presenti stalattiti e stalagmiti dalle forme bizzare formatesi dall'abbondante stillicidio presente ancora oggi. Tra esse la fantasia popolare vuole che sia rappresentata anche una statuina della Madonna. Essa si estende verso l'interno della montagna, come la Grotta Bianca, dispone di una larga piattaforma naturale costituita da sedimenti disposti in senso orizzontale, che richiama la loro formazione derivante da depositi di acque stagnanti. Si procede a piedi per 20 metri in piano e poi s'incontra un po' di tratto in salita. Se si vuole visitare la Grotta Meravigliosa è opportuno indossare sandali e, anche in piena estate, un golf o uno scialle.

Piscina di Venere

Dopo l'ingresso della Grotta Bianca c'è una frattura della roccia che al suo interno forma una piscina naturale detta Piscina di Venere, collegata al mare da uno stretto cunicolo e difficile da individuare se non per un fico che cresce accanto all'ingresso. Non è chiaro se l'insieme abbia un'origine tettonica o sia stato prodotto dall'azione erosiva delle acque carsiche.

Grotta delle Sementelle

Di fronte al Faraglione di Matermania, detto anche Scoglio della Sementella, si trova l'Insenatura delle Sementelle. A tre metri sul livello del mare costituita da un antico terrazzo marino, c'è la Grotta delle Sementelle in cui solo le pareti sono costituite da roccia calcarea mentre la volta ed il suolo sono ricoperte di tufo, trasportato probabilmente dalle acque carsiche che formarono la cavità.

Grotte dei Preti

Superando il Faraglione di Matermania s'incontrano le tre Grotte dei Preti, il cui interno è stato scolpito dall'erosione marina in varie forme che la fantasia popolare riconduce a figure di sacerdoti pietrificati. Le Grotte dei Preti sono tipiche grotte carsiche che in seguito all'innalzamento del livello del mare vennero a trovarsi sott'acqua, dove ad opera dell'erosione vennero asportati i materiali di deposito. Nel successivo abbassamento del livello del mare le Grotte dei Preti sono riemerse al livello attuale.

Grotta del Moschino

La Grotta del Moschino ha l'interno caratterizzato da più tonalità cromatiche a causa della flora che si è insidiata e ne riveste le pareti, esse, infatti, hanno riflessi che vanno dal giallo acceso al viola, dal verde intenso al nero. La Grotta del Moschino è una cavità scavata dal mare lungo un piano di frattura e ampliata da franamenti della volta.

Grotta del Tufo o "Vascio o' Funno"

La Grotta del Tufo è di grande interesse biologico perché studi recenti hanno evidenziato al suo interno resti di molluschi e piccoli vertebrati di origine continentale, tipici di zone boschive e condizioni climatiche temperate. È una stretta cavità carsica riempita di depositi, disposti in senso orizzontale, e alta circa 20 metri.

In alto si può notare l'Arco Naturale, una strepitosa scultura paleolitica dalle fattezze di un ponte naturale fra due pilastri di roccia, e un po' più avanti l'imponente Casa Rossa, dello scrittore Curzio Malaparte, costruita su Punta Massullo.

Grotta Massullo

Grotta Massullo è derivata dall'erosione marina e ampliata da frane interne, sulle sue pareti si notano molti fori di litodomi e l'antico solco di battente. La soglia si trova sotto il livello del mare.

Doppiata Punta Massullo, si superano Cala del Fico e il basso Scoglio del Monacone, e si arriva a Tragara, antico porto romano, alla cui destra si trova la Grotta di Tragara.

Scoglio del Monacone

Lo Scoglio del Monacone deve il suo nome probabilmente al Bove Marino o Monaco, una specie oggi ormai in estinzione, un tempo vista frequentemente nelle acque dell'isola di Capri. I resti in muratura, che si trovano sullo Scoglio del Monacone, sono ricondotti a diverse origini: la tomba di Mascaba, architetto di Augusto; vasche per la salagione dei pesci appartenente al sistema di acquacoltura organizzato nella baia; o una costruzione per l'allevamento dei conigli che ancora nell'Ottocento si narra fossero abbondanti.

Porto di Tragara

Tragara era, secondo gli studiosi, un antico porto romano. Infatti ci sono molti segni di un antico insediamento: vicino alla zona balneare si possono notare resti di un pavimento romano in opus spicatum, mattoncini rossi disposti a spina di pesce, più avanti resti di un pavimento tipico di una cisterna romana, e ancora un antico muro di contenimento in mattoni in cotto. Si pensa le navi si fermassero a Tragara per fare rifornimento d'acqua dolce, contenuta nelle cisterne soprastanti di cui restano poche tracce. Un'altra ipotesi individua nelle strutture che si trovano immediatamente sotto il livello del mare, resti di vasche per l'allevamento dei pesci, pratica molto in voga in epoca augustea.

Grotta di Tragara

È una grotta scavata dal mare lungo una linea di frattura ed è invasa dall'acqua. La soglia si trova sotto il livello del mare e lungo le pareti si possono notare, come anche in altre grotte lungo le coste dell'isola di Capri, fori di litodomi. Da pochi anni anche qui sono comparsi, appena sotto il livello del mare, organismi marini di colore rosso.

Grotta Sommersa

Poco più avanti, una profondità di circa 7 metri sotto il livello del mare, si apre un antro poco conosciuto, che dopo circa 10 metri conduce in una grotta bellissima ricca di stalattiti, nella quale è assolutamente sconsigliabile entrare perché si rischia di rimanervi intrappolati.

I Faraglioni

Eterna cartolina di Capri, i Faraglioni sono il segno delle dinamiche della crosta terrestre e degli eventi atmosferici, come il vento e il moto ondoso. Il primo unito alla terra, si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo, il Faraglione di Fuori o Scopolo. Il mare che li circonda è un'autentica meraviglia nonostante sia continuamente assalito da pescatori, e la roccia impoverita e deturpata da subacquei cercatori di datteri di mare. Il Faraglione di Mezzo ha le pareti sommerse ricoperte di celenterati con la tipica forma di fiori; i fondali attorno allo Scopolo invece sono ricchi di echinodermi, come stelle marine dai più svariati colori e ricci di mare con giganteschi aculei, che convivono con scorfani, murene, e polpi. Un altro abitante non marino è caratteristico del posto: la Lucertola Azzurra che vive esclusivamente sul Faraglione Scopolo e ha la caratteristica tutta caprese di avere le squame azzurre come il mare e il cielo che la circondano. I Faraglioni hanno un'altezza media di 100 metri e nel faraglione di mezzo si apre una cavità, il sottopassaggio, conosciuto in tutto il mondo. Questo è lungo circa 56 metri, largo 13 e alto 15 metri sul livello del mare. Uno passaggio di pochi metri separa il Faraglione di Mezzo da quello di Fuori.

Piccola Grotta Azzurra

La Piccola Grotta Azzurra è una grotta alta 15 metri e profonda 14. La luce che vi entra, attraverso una piccola finestra sottomarina, acquista una colorazione azzurro-verde, soprattutto nelle ore del mattino.

Grotta dell'Arco della Stella

Grotta dell'Arco della Stella è una grotta a forma di arco percorribile in barca a remi e accoglie popolose colonie di idrozoi e gasteropodi. Lunga 20 metri è un breve corridoio naturale, scavato dalle acque carsiche e modificato dall'abrasione e dalle frane.

Grotta di Forca

La Grotta di Forca, proseguendo verso Marina Piccola, è riconoscibile da un profondo solco di battigia. Scavata dal mare lungo la linea di frattura ed ampliata da successivi crolli è sollevata all'interno di un terrazzo marino caratterizzato da strati rocciosi molto inclinati.

Grotta Belvedere

La Grotta del Belvedere prende il nome dal Belvedere di Tragara che la sovrasta.

Grotta Albergo dei Marinai

La Grotta Albergo dei Marinai è chiamata così perché i pescatori la usavano come riparo in caso di tempeste improvvise.

Grotta di fra' Felice

La Grotta di fra' Felice, che prende il nome dal monaco eremita che la abitò, si trova esattamente sotto i Giardini di Augusto ed è accessibile a piedi da via Krupp. Pare che da qui i monaci usassero calare un paniere ai pescatori per ottemperare alla "pecunia maris", un antico privilegio dei Certosini, che consisteva nell'obbligo da parte dei pescatori di consegnare parte della pesca. La Grotta di fra' Felice fu denominata su alcune mappe "Carcere antico" e forse è servita anche a questo scopo. In seguito fu acquistata da Krupp e trasformata in una lussuosa villa dove si ritrovava con gli amici.

Grotta Oscura

La Grotta Oscura è stata resa inaccessibile nel 1808 da una frana che cadendo trascinò con sé anche la torre di difesa della Certosa. La Grotta Oscura, visitata sin dal Cinquecento, era la grotta più grande di Capri; il suo ingresso era così stretto che a malapena vi passava una barca ma, una volta entrati, essa aveva un diametro di circa 100 metri strutturata in due cavità ovali, e si narra che avesse fantastici riflessi.

Grotta Certosa

La Grotta Certosa si trova proprio sotto la Certosa di San Giacomo. Essa è una cavità di erosione marina e la sua soglia si trova a circa 6 metri sotto il livello attuale del mare che vi penetra all'interno, da questo particolare si può evincere che essa sia una cavità di erosione carsica.

Grotta dell'Arsenale

La Grotta dell'Arsenale deve il suo nome alla credenza che un tempo al suo interno ci fosse una fabbrica di imbarcazioni. Essa si trova in una zona riparata dai venti e vi sono bagnanti anche in inverno. Dalla sua configurazione si deduce che la cavità derivi dall'erosione marina, infatti sono presenti resti di spiaggia. In epoca romana fu ricavato uno scivolo per tirare in secco le barche, e tutto intorno vi era una seduta lungo le pareti della grotta. Il pavimento era ricoperto da marmo colorato disposte a formare un disegno geometrico; anche la volta doveva essere tutta rivestita ed organizzata in riquadri geometrici. Oggi non è visibile nulla dell'antica organizzazione della Grotta dell'Arsenale.

Dopo aver superato la zona di Torre Saracena e il noto stabilimento balneare la Canzone del Mare, si arriva a Marina Piccola. Al centro c'è lo Scoglio delle Sirene che divide l'insenatura in due baie: a sinistra Marina di Pennauro e a destra Marina di Mulo.

Scoglio delle Sirene

Lo Scoglio delle Sirene deve il suo nome ad alcuni studiosi d'inizio secolo che credettero di individuare in esso 'il prato fiorito sul mare' di Omero, e ipotizzarono che l'uomo primitivo di Capri si sarebbe servito del canto delle sue donne per indurre i naviganti a sbarcare.

Fino a Punta Ventroso non s'incontrano grotte ma di fronte ad essa c'è un piccolo scoglio detto Scoglio di Marcellino e l'insenatura che lo precede è la Cala Ventroso. Subito dopo c'è la Cala di San Costanzo.

Cala di San Costanzo

La Cala di San Costanzo è chiamata così perché qui una roccia ha le fattezze di una testa umana e gli abitanti dell'isola di Capri la identificano con quella di San Costanzo, patrono di Capri. Si riesce ad identificare cercando una profonda spaccatura orizzontale della roccia a pochi metri d'altezza sul mare.

Cala Marmolata

Tra Punta Ventroso e Punta Orticella c'è la Cala Marmolata, una zona caratterizzata versanti ripidi e scoscesi che dall'alto scendono sul mare, con pareti di roccia nuda. Dal punto di vista naturalistico è una delle zone di Capri più intatte.

Dolomie

Le Dolomie sono le rocce sedimentarie più antiche dell'isola di Capri, composte di carbonato di calcio e magnesio e risalgono a circa 190 e 130 milioni d'anni fa.

Grotta Verde

La Grotta Verde si apre 400 metri a nord-ovest da Punta Ventroso. Prende il nome dal colore che assume il mare dovuto alla luce che entra dall'altro lato, infatti, questa grotta ha due aperture. Il versante rivolto a occidente presenta un ingresso alto circa 25 metri sul livello del mare, il passaggio è alto invece solo 2 metri, permettendo il transito solo a piccole imbarcazioni. Il fondale è sabbioso con numerosi massi sparsi. Ad ovest e a sud-ovest ci sono passaggi subacquei che collegano la Grotta Verde con il mare aperto.

Grotta Ruoffolo

La grotta Ruoffolo si trova di fronte all'ingresso orientale della Grotta Verde ed è una cavità carsica notevolmente trasformata dai crolli della volta interna.

Grotta Rossa

La Grotta Rossa deve il suo nome alle alghe di colore rosso che la popolano. Nella parte più interna della Grotta Rossa vi è una piccola spiaggia dove si dice vi trovasse asilo una coppia di foche. Anche questa è una cavità carsica notevolmente trasformata dai crolli interni.

Grotta dello Champagne

Tra la Grotta Verde e la Grotta Rossa c'è una piccola grotta in cui si può entrare a nuoto, la Grotta dello Champagne.

Grotta d'Insurro

La Grotta dell'Insurro prodotta dall'erosione marina tuttora ne subisce l'influenza. È formata da due cavità divise da un pilastro roccioso, la soglia è sommersa e all'interno si accumulano ciottoli e massi.

Grotta Brillante o Grotta Smeraldo

La Grotta Brillante è detta anche Grotta Smeraldo per gli spettacolari riflessi verdi che si stagliano lungo le sue pareti.

Grotta del Cannone di Krupp

La Grotta del Cannone di Krupp, è caratterizzata dal rumore prodotto dall'acqua quando viene compressa al suo interno dal moto ondoso, e da questo ne deriva anche il nome.

Grotta dei Santi

La Grotta dei Santi è formata da banchi rocciosi che emergono sul terrazzo d'abrasione e sembrano figure umane in posizione di preghiera. È una cavità carsica ampliata dall'erosione del mare, all'ingresso il fondo è a nove metri sotto il livello del mare.

Grotta Vela

La Grotta Vela è alta circa 30 metri, larga 2,5 e lunga 60; la soglia si trova a nove metri sotto il livello del mare e sale fino ad emergere sul fondo. La Grotta Vela ha origini miste: la parte anteriore è una cavità di frattura, la mediana è un'antica cavità carsica ampliata dal moto ondoso, e nella zona posteriore sono presenti i depositi di riempimento seguiti al processo del carsismo. In questo caso abbiamo dunque tre azioni diverse che hanno concorso alla formazione della Grotta Vela e sono nettamente riconoscibili.

Proseguendo s'incontrano Punta Orticella, caratterizzata da un piccolo faraglione e Punta dell'Articola, subito dopo si apre la Grotta dell'Articola e in alto le Grotte del Formaggio, una serie di cavità di abrasione.

Doppiata Punta Carena, su cui si eleva il Faro, si passa alla costa occidentale di Capri. All'altezza del Faro in alto si scorge Torre la Guardia e proseguendo si scorgono i resti di due fortini sulla Punta del Pino e sulla successiva Punta Campetiello. Nella piccola Cala Lupinaio si apre la Grotta del Rio.

Grotta del Rio

La Grotta del Rio è stata scavata dall'erosione marina, la soglia si trova a 8,5 metri sotto il livello del mare. All'interno della Grotta del Rio è possibile osservare i solchi di un antico battente di spiaggia e una profonda cavità circolare.

Proseguendo, superata Punta dell'Arcera, si trova la Grotta Azzurra nota in tutto il mondo per la sua vastità, per il colore azzurro dell'interno e lo splendore argenteo degli oggetti immersi nelle sue acque. Vi si accede solo con barcaioli autorizzati. (vedi sezione dedicata)

Grotta dei Guarracini

A circa 120 metri dalla Grotta Azzurra si apre la Grotta dei Guarracini costituita da un'insenatura nella parete rocciosa, che al centro raggiunge l'altezza di circa 2,5 metri sul livello del mare. È una cavità d'erosione marina, ampliata in altezza a causa di cedimenti della volta. L'apertura ha un'ampiezza di circa 7 metri ed è profonda 3 metri.

Grotta Botte

Proseguendo segue la Grotta della Botte, una cavità di erosione con la volta ovale, alta 6 metri e al suo interno il mare è profondo 4 metri.

Fino a Punta Sbruffo la costa scende ripida e sono presenti numerose piccole cavità d'erosione marina che prendono il nome dalle figure che si possono immaginare guardandole. Incontriamo così: la Grotta dell'Orecchio, la Grotta del Cavallo, la Grotta delle Colonnelle, la Grotta del Giovedì Santo, la Grotta del Cuore e la Grotta della Testa del Cavallo.

Grotta del Binocolo

La Grotta del Binocolo è caratterizzata da un pilastro inclinato alto 3 metri che divide l'apertura in due ricordando la forma di un binocolo.

Grotta della Funicolare

La Grotta della Funicolare è formata da due aperture che si uniscono all'interno in un'unica cavità. Le aperture hanno un dislivello tra loro: una si trova a livello del mare, l'altra leggermente più in alto.

Grotta del Vesuvio

La Grotta del Vesuvio ha una forma ad imbuto e verso l'esterno ha un'ampiezza di 5,5 metri. All'interno, superato un ripido gradino alto due metri, si scende e ci si imbatte in un bacino d'acqua. Nella grotta ci sono anche altre ramificazioni.

Grotta Sbruffo

Proprio sulla Punta Sbruffo c'è la Grotta Sbruffo, una cavità di erosione marina che si trova a pelo d'acqua e la volta si trova a 40 centimetri sul livello del mare. L'acqua entra nella grotta e ne fuoriesce sotto forma di spruzzi e con gran rumore.

Grotta di Lucina

Proseguendo s'incontrano tre grotte vicine fra loro. La prima è la Grotta di Lucina, derivata principalmente dall'erosione marina, con due ingressi. L'ingresso più ampio è largo ed alto 5 metri e porta ad una piccola cavità sopraelevata; quello più piccolo attraverso uno stretto corridoio conduce in una camera ricca di stalattiti.

Grotta del Naso

La Grotta del Naso ha l'apertura direttamente sul mare a pelo d'acqua. Al suo interno c'è una stretta fessura e in alto si apre una piccola finestra di circa 30 centimetri. L'acqua, che entra violentemente nella parte inferiore, viene convogliata verso l'alto fuoriuscendo a spruzzi, lunghi anche fino a 15 metri, che ricordano uno starnuto.

Grotta del Pertuso

La caratteristica della Grotta del Pertuso è di avere una piccola grata apposta in seguito agli scavi, fatti in questa zona, alla ricerca dell'acqua dolce.

Grotta dei Mandri

L'ultima grotta che incontriamo è la Grotta dei Mandri, immediatamente prima di arrivare ai Bagni di Tiberio. Essa è una cavità di erosione marina ampliata da successive frane di cui si possono vedere i resti all'ingresso.

Il giro dell'isola termina con l'arrivo a Marina Grande.