I personaggi di Capri

Scrittori intelletuali e poeti che hanno fatto la storia di Capri

Friedrich Alfred Krupp
Friedrich Alfred Krupp
Norman Douglas
Norman Douglas
Axel Munthe - Crown Princess Victoria
Axel Munthe - Crown Princess Victoria
Axel Munthe
Axel Munthe
Karl Wilhelm Diefenbach
Karl Wilhelm Diefenbach

Pensi a Capri e subito vengono in mente mare, mondanità, giornate dedicate alla dolce vita. Eppure Capri nel secolo scorso è stata un importante centro culturale. Nel XIX secolo l'Isola di Capri divenne una meta popolare tra i giovani viaggiatori ed artisti europei, che venivano attratti da paesaggi ideali da dipingere, composizioni poetiche e divertimento creativo.

In questo periodo fu aperto anche il primo albergo dell'isola, l'Hotel Pagano. La fama dell'Isola Azzurra si è mantenuta nel corso del '900 quando intellettuali, principi e persone comuni hanno visitato questa terra per trascorrere un po' di tempo circondati dall’incantevole natura e da un’accogliente ospitalità locale. Molti decisero di prolungare la loro permanenza sull’isola fino a trasferirvisi definitivamente, rendendo così Capri un salotto culturale, dove si incrociavano vite e destini di pittori, scrittori e intellettuali.

Axel Munthe 

Il medico svedese Axel Munthe aveva una grande passione per l'Isola di Capri sin da giovane, decidendo poi di trasferirsi proprio ad Anacapri per costruire la Villa San Michele. La villa diventò ben presto il luogo in cui egli conservava tutti i reperti archeologici trovati sull'isola. Tra i tanti volontari che si mobilitarono in seguito all'epidemia di colera che afflisse Napoli nel 1884 e al terremoto che distrusse Messina nel 1908 vi fu anche Axel Munthe. Grazie al sostegno della famiglia reale svedese e all’amicizia con il principe Eugenio divenne un medico molto apprezzato. Negli ultimi anni di vita, quando soffrì di gravi disturbi alla vista, scrisse "La storia di San Michele", un libro nel quale raccontava la costruzione della sua casa caprese. Alla morte la villa venne donata allo Stato svedese dove diventò subito un importante punto d'interesse culturale e museo.

Friedrich Alfred Krupp 

Un nome che ancora oggi indissolubilmente legato a Capri è quello di Friedrich Alfred Krupp, detto anche il “re dei cannoni”. L’industriale tedesco scelse la cornice unica e suggestiva dell’isola per effettuare ricerche biologiche in mare a bordo della sua imbarcazione privata, il Puritan. Acquistò un terreno adiacente alla Certosa di San Giacomo e fece trasformare la zona in ciò che oggi conosciamo come i Giardini di Augusto. L'altra opera principale legata a lui è Via Krupp, stradina panoramica costruita dall'ingegnere Emilio Mayer, purtroppo oggi chiusa per il pericolo di caduta massi. Nel 1922 Krupp fu coinvolto in un grosso scandalo riguardante la sua presunta omosessualità che lo spinse ad essere espulso dal nostro paese. La morte ufficiale lo vide cadere vittima di un malore fatale, malgrado alcune teorie sostengano si sia tolto la vita nella sua villa a Essen.

Karl Wilhelm Diefenbach  

Il pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach giunse a Capri agli inizi del Novecento per fuggire al bigottismo borghese e alla critica della stampa. Prima di approdare sull'isola, la cui reputazione di posto ideale per gli artisti era già nota, visitò il lago di Garda, Il Cairo e Trieste. Quando poi raggiunse Capri fu attratto dai paesaggi marittimi pittoreschi, dalle scogliere e da autentici angoli di bellezza all'aperto. La sua devozione nei confronti della Teosofia lo portavano ad abbracciare uno stile di vita semplice basato sul contatto con la natura: visse infatti tutta la vita coi capelli lunghissimi, scalzo ed indossando un saio bianco anche in pieno inverno. I suoi dipinti  Karl si caratterizzano per le loro grandezze spesso importanti e per l’utilizzo costante di materiale e tecnica non convenzionali. Le sue opere oggi si possono ammirare all'interno della Certosa di San Giacomo. Il regista napoletano Mario Martone ha raccontato della comune ispirata ai suoi ideali nel film Capri-Revolution

Norman Douglas

Dopo la prima visita nel 1888, George Norman Douglas fu attratto dall’Isola di Capri a tal punto da decidere di trasferirsi definitivamente sull'isola nel 1903. Divenuto un habitué della scena locale, scrisse molte opere tra cui vari saggi sulla storia e la cultura capresi ma anche monografie che descrivono la fauna e flora del luogo. South Wind, Vento del Sud è stato il romanzo più celebre firmato da Douglas. Iniziato durante la Prima Guerra Mondiale a Londra venne portato a termine grazie all'assistenza della scrittrice Faith Mackenzie sull'isola. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si trasferì nuovamente a Capri per stabilirsi in Via Tragara fino al 1952, quando spirò nell'isola dove ora riposa nel Cimitero Acattolico.

Alberto Moravia 

Il grande scrittore italiano Alberto Moravia visse a lungo sull'Isola di Capri. La storia di Moravia a Capri inizia nei primi anni '30, quando lui e la moglie Elsa Morante ospitarono il famoso intellettuale francese André Gide nella loro casa affacciata sul mare. Dopo aver lasciato Roma nel 1935, trascorse molto tempo sull'isola per sfuggire alla guerra, scrivendo alcuni dei suoi libri più celebri come Il Conformista e La Romana. Durante questo periodo, Moravia si rese conto che le suggestioni ispiratrici offerte dal paesaggio di Capri erano seconde a nessuna altra località che vi abbia mai vissuto. Spesso visitava i Faraglioni con una piccola barca a remi insieme al suo carissimo amico Antonio Spadaro (sposato con la figlia di Thomas Mann), spesso accompagnandosi da Alfred Hitchcock e Humphrey Bogart (che decise anche di girarvi alcune scene del film Beat the Devil). Moravia rimase a Capri fino alla fine degli anni '60, annunciando poi definitivamente il ritorno a Roma solo nel 1967.

Jacques d'Adelsward Fersen 

Lo scrittore Jacques d'Adelsward-Fersen, più noto come il Barone Fersen, è stato uno dei personaggi più eccentrici ad aver vissuto a Capri. Aveva scelto l'Isola come rifugio per sfuggire ad alcuni scandali ed era solito trascorrere le sue vacanze a Villa La Certosella, ma si stabilì definitivamente nella sua nuova dimora in stile Liberty, Villa Lysis. Qui nel giardino crescevano mirto e alloro che circondavano un piccolo tempio e una strada che portava direttamente al mare. Alla sua morte causata dall'abuso di cocaina si decise di seppellirlo nel Cimitero Acattolico.

Edwin Cerio 


Edwin Cerio, figlio del medico Ignazio Cerio, è stato uno dei personaggi più importanti nella storia di Capri. Si dedicò per anni all'ingegneria navale prima di decidere di ritornare nell'isola a 45 anni. Qui ricoprì la carica di sindaco e si impegnò affinché fosse varato un regolamento che tutelasse i preziosissimi edifici dell'isola. Era anche un ottimo architetto che progettò numerose ville capresi ma viene ricordato principalmente per le sue grandi opere letterarie come Capri nel Seicento, L'Ora di Capri e Flora privata di Capri. Grazie anche a lui il Centro Caprense Ignazio Cerio, fondato assieme alla cognata Mabel Norman, divenne un centro culturale che oggi ospita mostre ed eventi.

Curzio Malaparte 

Curzio Malaparte (al secolo Kurt Erich Suckert) è stato uno scrittore e giornalista che visse attivamente il periodo politico degli anni Venti in Italia, nonostante la difficoltà a legarsi ad un singolo schieramento. Nel 1922 partecipò alla Marcia su Roma ma, per le accuse di attività antifascista all'estero, venne confinato cinque anni a Lipari. Durante la seconda guerra mondiale lavorò come corrispondente del Corriere della Sera e nel 1944 pubblicò Kaputt, uno dei romanzi più conosciuti. Nel 1949 scrisse La Pelle dopo aver visitato Capri nel 1936 insieme al suo amico Axel Munthe. Ci tornò due anni dopo per affidare ad Adalberto Libera il progetto della sua villa privata Villa Malaparte situata lungo la strada panoramica del Pizzolungo. Influenzato dall'architettura moderna e dalla natura circostante, oggi purtroppo quest'ultima non è accessibile al pubblico ed appartiene alla Fondazione Giorgio Ronchi.

Pablo Neruda 

Pablo Neruda è stato un grande scrittore ma anche una figura nota in ambito politico-diplomatico, infatti fu senatore per il partito comunista cileno nel 1945. Quando accusò pubblicamente il presidente Gonzales Videla di soprusi, venne arrestato e costretto a fuggire in esilio. Nel 1953, dopo aver ricevuto il Premio Stalin, Pablo giunse sull'Isola di Capri ed ospitato da Edwin Cerio a Villa Arturo affacciata sulla baia di Marina Piccola. Durante la permanenza scrisse I versi del Capitano, una raccolta di poesie d'amore che nel 1971 gli valse il Nobel per la letteratura.